

178. America latina: il potere del FMI.

Da: E. Galeano, Il saccheggio dell'America latina, Einaudi,
Torino, 1976.

Il fondo monetario internazionale (FMI) fu istituito a seguito
degli accordi di Bretton Woods (1944), con i quali venne stabilita
una regolamentazione degli scambi monetari internazionali, che
avrebbe dovuto offrire sufficienti garanzie a tutti gli stati, ma
che, di fatto, sanc il predominio del dollaro sulle altre monete.
Al FMI vennero assegnati come principali funzioni la cooperazione
internazionale in campo monetario, il controllo della stabilit
dei cambi, la concessione di prestiti agli stati con squilibri
nella bilancia dei pagamenti, condizionati all'adozione di misure
di riequilibrio economico. Nel corso dei decenni il fondo
monetario internazionale, al cui interno gli Stati Uniti finirono
per esercitare un peso dominante, acquis un notevole potere,
specialmente nei confronti dei paesi in via di sviluppo, costretti
ad un enorme indebitamento. Gli effetti negativi di tale potere
sono denunciati nel seguente passo dello scrittore uruguaiano
Eduardo Galeano, il quale evidenzia come le ricette prescritte
dal FMI con il pretesto della stabilizzazione monetaria abbiano
aggravato gli squilibri, accentuando nel contempo la crisi delle
imprese latino-americane e favorendo la penetrazione delle grandi
imprese multinazionali.


Come negli altri paesi dell'America latina, la pratica attuazione
delle ricette del fondo monetario internazionale  servita ai
conquistatori stranieri per entrare nella nostra regione
calpestando terra bruciata. Dalla fine degli anni '50, la
recessione economica, l'instabilit monetaria, la restrizione
totale del credito, la caduta del potere di acquisto del mercato
interno hanno contribuito enormemente a distruggere l'industria
nazionale e a metterla in ginocchio davanti alle imprese
imperialistiche. Con il pretesto di una fantomatica
stabilizzazione monetaria, il fondo monetario internazionale - che
interessatamente confonde la febbre con la malattia e l'inflazione
con la crisi delle strutture - impone all'America latina una
politica che inasprisce gli squilibri invece di attenuarli.
Liberalizza il commercio, proibisce i cambi multipli e gli accordi
di scambio, costringe a contrarre i crediti interni fino
all'asfissia, congela i salari e toglie ogni incentivo
all'attivit dello stato. Si aggiunga a tutto ci la forte
svalutazione delle varie monete, teoricamente tesa a restituire
alla moneta il valore reale e a stimolare le esportazioni: in
realt, la svalutazione stimola soltanto la concentrazione interna
dei capitali a tutto vantaggio delle classi dominanti e favorisce
l'assorbimento delle imprese nazionali da parte di quanti giungono
d'oltre frontiera con un pugno di dollari nella valigia.
In tutta l'America latina, il sistema produce molto meno di quanto
il consumo abbisogni e l'inflazione deriva da questa strutturale
impotenza. Il fondo monetario, tuttavia, non affronta le cause
dell'insufficiente offerta dell'apparato produttivo, ma si lancia
all'attacco delle conseguenze comprimendo ancor pi le gi
ristrette capacit di consumo del mercato interno: in altre
parole, in queste terre d'affamati, la colpa dell'inflazione
dovrebbe ricadere sulla domanda eccessiva. Ma le ricette del FMI
non sono fallite solo per quanto concerne la stabilizzazione e lo
sviluppo: hanno anche intensificato lo strangolamento dei paesi
dall'esterno, hanno aumentato la miseria delle grandi masse
spogliate mettendo a nudo, a sangue vivo, le tensioni sociali, e
hanno accelerato il ritmo della denazionalizzazione economica e
finanziaria: il tutto,  ovvio, all'insegna dei sacri comandamenti
dettati dalla libert di commercio, dalla libert di concorrenza e
dalla libert di movimento dei capitali. Gli Stati Uniti - che,
per quanto li riguarda, adottano un ampio sistema protezionista:
tariffe e quote doganali, sussidi interni eccetera - non sono mai
stati richiamati o rimproverati dal fondo monetario
internazionale. Con l'America latina, invece, quest'organismo 
stato inflessibile: in realt,  sorto proprio per questo. Da
quando, nel 1954, il Cile ha accolto la prima delle sue missioni,
i consigli del FMI sono dilagati in tutta la regione e oggi la
maggior parte dei governi segue ciecamente le loro indicazioni. La
cura peggiora le condizioni del malato per imporgli pi facilmente
la droga dei prestiti e degli investimenti. Il fondo monetario
concede prestiti o d agli altri il permesso (indispensabile) di
concederli. Nato negli Stati Uniti, con sede negli Stati Uniti e
al servizio degli Stati Uniti, il fondo opera - in realt - come
un ispettore internazionale senza il cui permesso la banca
nordamericana non allenta i cordoni della borsa; anche la Banca
mondiale, l'Agenzia per lo sviluppo internazionale e altri
filantropici organismi di importanza universale condizionano la
concessione dei crediti alla firma delle lettere d'intenti dei
governi nei confronti di questa onnipotente organizzazione: e,
beninteso, alla stretta osservanza degli impegni assunti. Tutti i
paesi latinoamericani messi insieme non dispongono neppure della
met dei voti di cui dispongono invece gli Stati Uniti per
orientare la politica di questo supremo fattore dell'equilibrio
monetario del mondo: in sostanza, il fondo monetario
internazionale  stato creato per istituzionalizzare il predominio
finanziario di Wall Street sull'intero pianeta nel momento in cui,
alla fine della seconda guerra mondiale, il dollaro ha assunto
l'egemonia come moneta internazionale. E si pu ben dire che non
ha mai tradito il suo padrone.
Certo, la borghesia nazionale latinoamericana - che ha una
irresistibile vocazione a vivere di rendita - non ha opposto mai
consistenti barriere alla valanga straniera piombata
sull'industria; ma  anche certo che le imprese imperialistiche si
sono servite di una gamma infinita di metodi di distruzione. Il
bombardamento preliminare del FMI ha reso pi facile la
penetrazione. In questo modo, si sono conquistate aziende
industriali con una semplice telefonata: beninteso, dopo una
brusca caduta delle quotazioni della borsa, o in cambio di un po'
d'ossigeno offerto sotto forma d'azioni, o in seguito alla
richiesta dell'immediato pagamento di debiti contratti per
forniture indispensabili o per l'uso di brevetti o di innovazioni
tecniche. I debiti, moltiplicati dalla svalutazione monetaria che
costringe le imprese locali a pagare una sempre maggior quantit
di moneta nazionale per far fronte agli impegni contratti in
dollari, si trasformano cos in una trappola mortale. La
dipendenza del settore tecnologico si paga cara: il know-how
[l'insieme delle conoscenze tecniche] delle imprese sottintende
un'enorme abilit nell'arte di divorare il prossimo. Uno degli
ultimi moicani dell'industria nazionale brasiliana dichiarava meno
di tre anni fa a un quotidiano locale: L'esperienza dimostra che
spesso il prodotto della vendita di una impresa nazionale non
giunge neppure in Brasile, ma rimane - e si moltiplica con
interessi - nel mercato finanziario del paese compratore. I
creditori hanno riscosso trattenendosi le installazioni e i
macchinari dei debitori. I dati forniti dalla Banca centrale del
Brasile comprovano che almeno un quinto dei nuovi investimenti
industriali degli anni 1965, 1966 e 1967 sono, in realt, debiti
non pagati trasformati in investimenti.
Al ricatto finanziario e tecnologico si aggiunge inoltre la sleale
e libera concorrenza del forte nei confronti del debole. Siccome
le filiali delle grandi imprese multinazionali fanno parte di una
struttura mondiale, possono concedersi il lusso di rimetterci per
un anno o due, o per tutto il tempo necessario. Dopo di che,
diminuiscono i prezzi e si siedono aspettando la resa della preda.
Le banche collaborano all'assedio: l'impresa nazionale non 
finanziariamente forte come sembrava: le si tagliano i viveri.
Stretta d'assedio, l'impresa non tarda ad alzare bandiera bianca.
Il capitalista locale si trasforma nel socio soggetto o nel
funzionario dell'organizzazione che gli ha mosso guerra e l'ha
battuto, o raggiunge la pi felice delle condizioni: incassa il
riscatto dei propri beni in azioni della casa madre straniera e
finisce i suoi giorni vivendo di una grassa rendita. A proposito
di dumping dei prezzi,  significativa la storia della cattura
di una fabbrica brasiliana di nastri adesivi, la Adesite, da parte
della potente Union Carbide. La Scotch, notissima impresa con sede
nel Minnesota e con tentacoli universali, cominci a vendere il
proprio nastro adesivo sul mercato brasiliano a prezzi sempre pi
bassi. Le vendite della Adesite calarono vertiginosamente e le
banche le tagliarono i crediti. La Scotch continu a diminuire i
propri prezzi, fino a ridurli prima del 30 e poi del 40 per cento.
Apparve allora in scena la Union Carbide che comper la fabbrica
brasiliana a un prezzo irrisorio, disperato. Pi tardi, la Union
Carbide e la Scotch si misero d'accordo per spartirsi il mercato
nazionale: e difatti divisero il Brasile in due parti - una met
per uno - e di comune intesa aumentarono il prezzo dei nastri
adesivi del 50 per cento. Era la digestione. La legge antitrust,
emanata ai tempi di Vargas, era stata revocata da anni.
